Lun08172026

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Italia grande protagonista in pista ad Anadia al termine degli Europei junior-under 23

 

 

Anadia cala il sipario e l’Italia lascia il velodromo portoghese con una valigia piena: 22 medaglie conquistate in sei giorni di gare, frutto di 9 ori, 7 argenti e 6 bronzi. Un bottino che vale il secondo posto nel medagliere degli Europei pista Juniores e Under 23.

Un risultato di alto profilo, che bissa nel numero il totale di Cottbus 2024 (20 medaglie anche allora) ma con un salto di qualità evidente nella sostanza: nove ori contro i sette dello scorso anno, a conferma della continua crescita del movimento azzurro.

A completare il medagliere azzurro nell’ultima giornata ci ha pensato la Madison juniores femminile, con la coppia italiana che ha chiuso al secondo posto con 27 punti. Meglio ha fatto solo il Belgio (32), mentre la Germania – pari all’Italia nel punteggio – ha dovuto accontentarsi del terzo gradino del podio.

Anche la prova maschile regala l'argento all'Italia grazie a Julian Bortolami e Riccardo Colombo. La coppia azzurra termina la Madison juniores alle spalle dei belgi Thor Michielsen e Witse Bertsel i quali, nonostante una caduta, conquistano con merito il titolo. Chiudono il podio, a parità di punteggio con gli azzurri (27) i tedeschi Hugo Esch e Attila Hofig.

Niente medaglia invece per le Madison under 23: ottavo posto per le donne, quarto per gli uomini, fuori dal podio dominato da Belgio, Germania e Gran Bretagna.

La giovane Italia della pista vola, diverte e soprattutto vince. Un gruppo solido e in continua evoluzione, che ha saputo lasciare il segno in Portogallo e che conferma il valore di un vivaio capace di guardare al futuro con ambizione e concretezza.

Ne è convinto anche il presidente Cordiano Dagnoni, che traccia un bilancio della rassegna continentale: "Questi straordinari risultati ad Anadia – 22 medaglie totali – confermano la forza e la continuità del nostro movimento giovanile. Sono arrivate medaglie da tutti i settori, con una crescita importante nella velocità femminile, fino a pochi anni fa assente, e la conferma della solidità dell’endurance. Anche nella Madison, disciplina olimpica come l’inseguimento a squadre, continuiamo a essere protagonisti. Non è solo una questione di numeri, ma di dedizione e spirito di squadra. In momenti come questi, sentiamo la responsabilità di coltivare questi giovani talenti in un ambiente di valori e inclusione. Voglio ringraziare gli atleti e lo staff, e in particolare sottolineare il grande lavoro dei tecnici e del team performance: su pista i risultati arrivano solo con lavoro specifico e costante. Il loro impegno è testimonianza concreta del valore del nostro movimento."