
Alberto Contador (Saxo Tinkoff) mette le mani sul Giro d'Italia 2015. Nonostante abbia ceduto tempo a favore dei suoi rivali più vicini in classifica sui tornanti sterrati del Colle delle Finestre, ha rialzato la testa.
Ha infatti limitato i danni e chiuso la tappa con un vantaggio in classifica generale di 2'02" su Fabio Aru (Astana Pro Team), al secondo posto assoluto, e 3'14" sul compagno di squadra del sardo Mikel Landa, terzo in classifica.
Aru, la Maglia Bianca di miglior giovane, ha vinto la tappa per il secondo giorno di fila. È giunto al traguardo con 18" di vantaggio su Ryder Hesjedal (Team Cannondale - Garmin), al secondo posto per come ieri, e 24 secondi su Rigoberto Uran (Etixx - Quick-Step), terzo anch'esso come il giorno precedente. Landa è arrivato 4° insieme a Uran, mentre Contador è giunto 6° a 2'25" dal vincitore.
Nonostante gli sforzi di Stephen Kruijswijk (Team Lotto NL - Jumbo), quinto oggi, e di Mikel Landa, primo sulla Cima Coppi del Colle delle Finestre, Giovanni Visconti (Movistar Team) ha conservato la Maglia Azzurra di miglior scalatore. Deve solo terminare la tappa di domani per battere la concorrenza.
Giacomo Nizzolo indossa ancora la Maglia Rossa di leader della classifica a punti.

Il vincitore di tappa, Fabio Aru, ha detto: "C'erano così tanti tifosi ad urlare sulla strada che sembrava di essere a casa. Landa era davvero forte e ha fatto un lavoro eccezionale per la squadra. Ho sofferto molto sul Colle delle Finestre ma poi l'ho raggiunto in discesa. E' la mia seconda vittoria di tappa in due giorni e ancora non ho realizzato cosa ho fatto, dopo tanti giorni di sofferenza. Vengo a Sestriere per allenarmi e io sono molto legato a questo luogo. Vittoria è speciale anche per questo motivo ".
La Maglia Rosa, Alberto Contador, ha detto: "Oggi per me non è stata una grande tappa. Non mi sentivo bene, probabilmente a causa dello sforzo accumulato, ma sapevo di avere un buon vantaggio in Classifica Generale e, anche se mancavano molti chilometri al traguardo, ho preferito salire al mio ritmo. Non c'è mai stato un momento in cui ho pensato che la maglia fosse in pericolo. Ho mantenuto la calma perché sapevo che la differenza di velocità tra i due gruppetti sarebbe stata minima. Stasera mi concederò un'ottima cena, anche se devo stare attento al peso per il Tour. Questo Giro d'Italia è praticamente vinto ora, manca solo la tappa di domani, quindi sto già pensando al mio prossimo obiettivo ".
Domani ventunesima ed ultima tappa, partenza da Torino e avvicinamento completamente pianeggiante attraverso la Pianura Padana fino a raggiungere Milano. Strade larghe, prevalentemente rettilinee, con pochi abitati da attraversare dove sono sempre da segnalare i consueti ostacoli urbani (rotatorie, dossi e spartitraffico). Ingresso in Milano via Pero ed Expo fino a entrare nel circuito finale di 5,4km da percorrere otto volte con arrivo in Corso Sempione.
ORDINE DI ARRIVO
1. Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team 5:12:25
2. Ryder Hesjedal (Can) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:00:18
3. Rigoberto Uran (Col) Etixx - Quick-Step 0:00:24
4. Mikel Landa Meana (Spa) Astana Pro Team
5. Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNL-Jumbo 0:00:34
6. Alberto Contador (Spa) Tinkoff-Saxo 0:02:25
7. Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:02:28
8. Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli
9. Leopold Konig (Cze) Team Sky
10. Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
CLASSIFICA GENERALE DOPO 20^ TAPPA
1. Alberto Contador (Spa) Tinkoff-Saxo 84:03:30
2. Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team 0:02:02
3. Mikel Landa Meana (Spa) Astana Pro Team 0:03:14
4. Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:08:19
5. Ryder Hesjedal (Can) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:09:52
6. Leopold Konig (Cze) Team Sky 0:10:50
7. Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNL-Jumbo 0:11:02
8. Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team 0:12:17
9. Alexandre Geniez (Fra) FDJ.fr 0:16:00
10. Yury Trofimov (Rus) Team Katusha 0:16:23
Scarica qui: Risultati completi, Video intervista con Fabio Aru, Video intervista con Alberto Contador, Audio Conferenza Stampa, Galleria fotografica 1, Galleria fotografica 2, Galleria fotografica 3

FABIO ARU (ASTANA PRO TEAM)
D: Quale è stata la tattica della tua squadra, dell'Astana in corsa?
R: La Tinkoff ha cominciato il Colle della Finestre in testa, poi dopo pochi chilometri ci siamo messi davanti a tirare, prima con Paolo Tiralongo e poi con Dario Cataldo.
Siamo rimasti Diego, Tanel, io e Mikel.
Mikel fatto una mossa veramente incredibile, ha aperto un varco e ha dimostrato per l'ennesima volta in questo Giro che ha grande talento.
Poi quando Alberto si è staccato sono rimasto con Hesjedal e Uran.
Sono stato sulle loro ruote fino a quando ho sentito che il divario era aumentato, quindi ho iniziato a tirare anche io e abbiamo raggiunto la testa della corsa. Mikel ha fatto un lavoro eccezionale, come avete visto, a quel punto. A mio avviso la tattica era quella giusta, ma ancora più importante è che la squadra è stata eccezionale: tutti hanno dato il loro meglio. Con Mikel ho un rapporto fantastico. Andiamo molto d'accordo e il suo comportamento durante questo Giro è stato ottimo. Ricorderò per sempre che sul Mortirolo mi ha aspettato 6 o 7 chilometri, anche se non ho avevo le gambe per stare con lui. Li è partito per raggiungere Contador per poi andare a vincere una bella tappa. Non ha corso subito la sua gara ma mi ha aspettato, penso che questa cosa gli faccia davvero onore. Avete visto tutti quello che ha fatto oggi. Ha dimostrato ancora una volta che di essere un grande campione. Ha vinto due tappe in questo Giro e in futuro sarà certamente in grado di ottenere grandi cose.
D: Cosa ti manca come corridore da Gran Tour?
R: Esperienza. La sto acquisendo nel corso degli anni. Ho imparato molto l'anno scorso, ogni anno da quando sono diventato professionista e anche da dilettante. Per correre corse a tappe è necessaria esperienza. Devo migliorare non solo a cronometro ma in ogni aspetto. Quest'anno è stato un anno diverso perché ho iniziato a novembre con responsabilità e pressione. Ho sempre detto che io non ho paura della pressione: mi motiva a lavorare meglio, ma una cosa è partire al Giro d'Italia senza pressioni, un'altra è partire con grandi responsabilità da parte della squadra, dei media, dei tifosi e e anche da me stesso. Ho avuto alcune battute d'arresto ma non mi sono arreso: oltre a queste due vittorie di tappa questa è la mia vittoria.
D: Soffri di timore reverenziale nei confronti di Contador?
R: No, assolutamente no. Ogni volta che ho avuto le gambe per attaccare, sia io sia la mia squadra, non ci siamo tirati indietro. Mostro semplicemente un grande rispetto verso qualcuno che non è solo un grande corridore ma anche una grande persona.
ALBERTO CONTADOR (TINKOFF SAXO)
D: Hai avuto paura di perdere questo Giro?
R: È stata una tappa dove ho dovuto tenere sotto stretto controllo i miei rivali, analizzare la situazione con la consapevolezza di avere un buon vantaggio. Conoscevo il finale, ho mantenuto la calma, non ho avuto una crisi di fame e sono riuscito a mantenere la maglia. Ho sofferto di disidratazione. Potrebbe sembrare non vero perché non faceva eccessivamente caldo ma questa mattina mi sono alzato sottopeso dopo una tappa impegnativa come ieri.
Al momento non gli ho dato molta importanza, poi però penso di non aver bevuto a sufficienza. No ho mai avuto paura di perdere il Giro d'Italia. Forse si trattava di un meccanismo di auto-controllo, perché se si pensa che si possa perdere o al distacco da colmare si può davvero andare in crisi. Volevo mantenere la calma, non ho voluto spingere più del dovuto in discesa. Sapevo che la cosa importante era avere un dente più grande del dovuto sul cambio e mantenere una buona cadenza fino al traguardo.
D: Che voto daresti al pubblico e a Fabio Aru?
R: Al pubblico non posso che dare il mio infinito ringraziamento per l'affetto che mi hanno dimostrato. Loro, ed è la verità, sono la ragione per cui io sono qui al Giro d'Italia. Non sono qui per aggiungere il Giro d'Italia al mio palmares ma per l'amore che l'Italia mi ha dato. Per quanto riguarda Fabio, che posso dargli? Dieci. Penso che sia stato un corridore che ha avuto momenti di crisi e che li abbia superati giungendo secondo nella generale con ben due vittorie di tappa e la Maglia Bianca di miglior giovane. Cosa si può chiedere più di così?
D: È stato un Giro d'Italia più duro del previsto?
R: Il Giro d'Italia è stato molto, molto duro. Me lo aspettavo: gli arrivi in salita magari non avevano pendenze elevatissime, e per questo qualcuno poteva avere l'impressione che fosse un Giro non troppo impegnativo, ma l'elevazione totale si è andata sommando di tappa in tappa. Ogni tappa è stata molto frenetica, sempre all'inseguimento di fughe, il che ha trasformato la corsa in una gara molto veloce ed usurante, molto più di quel che mi sarebbe piaciuto... Quando ho deciso di correre il Giro d'Italia e il Tour de France sapevo che avrei speso un sacco di energie al Giro d'Italia. Ora è il momento di iniziare a riposare e recuperare e, per quanto possibile, a partire da questa sera cominciare a pensare come arrivare in buona condizione al Tour.

LA TAPPA DI DOMANI
Tappa n. 21 – TORINO - MILANO – 178km
Percorso: Partenza da Torino e avvicinamento completamente pianeggiante attraverso la Pianura Padana fino a raggiungere Milano. Strade larghe, prevalentemente rettilinee, con pochi abitati da attraversare dove sono sempre da segnalare i consueti ostacoli urbani (rotatorie, dossi e spartitraffico). Ingresso in Milano via Pero ed Expo fino a entrare nel circuito finale di 5,4km da percorrere otto volte con arrivo in Corso Sempione.
Ultimi km: Il circuito di 5.350m che si snoda su viali larghi e ben pavimentati attorno al Vigorelli e alla Fiera Milano City. È intervallato da otto curve e quattro semicurve e supera in due occasioni (perpendicolarmente) le rotaie del tram. Rettilineo finale di 1km in asfalto larghezza 8,5m.