
Il mondo in una bici. Tutti a pedalare tra le colline ricamate da vigneti, in una giornata di sole, passione e dolce fatica. La Conegliano Valdobbiadene Prosecco Cycling è anche questa: un brindisi senza fine, la classe di un evento che sfida il tempo: 23 edizioni, oltre 58 mila appassionati di 37 nazioni condotti a pedalare tra le colline nell’arco di quasi un quarto di secolo. Uno spettacolo che si rinnova ogni anno, l’ultima domenica di settembre.
In 2500 hanno partecipato all’attesa passerella tra le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Un mondo in bicicletta con 28 nazioni e cinque continenti rappresentati in Piazza Marconi a Valdobbiadene (TV). Un evento a tutto tondo, in cui la passione per la bicicletta, libera dai vincoli di un agonismo fine a sé stesso, diventa occasione per valorizzare il territorio, promuovere i prodotti tipici, emozionare con panorami che ogni volta offrono sensazioni diverse.
Prosecco Cycling è tutto questo, e molto di più. Uno sguardo rilassato sul mondo, in una domenica che resterà indimenticabile. In prima fila, idealmente, l’impegno per le buone pratiche finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente. Un obiettivo condiviso, nell’ambito del progetto “World Cycling Sustainable Events”, con gli organizzatori del TD Five Boro Bike Tour di New York, del Cape Town Cycle Tour, della RBC GranFondo Whistler di Vancouver e ora anche con i giapponesi di Cycling Shimanami e gli americani del Tour de Tucson, cinque fra gli eventi cicloamatoriali più partecipati del pianeta.
“Mi emoziona il pensiero che 2500 appassionati, provenienti da tutto il mondo, oggi pedaleranno tra le nostre splendide colline – ha commentato il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, poco prima del via -. Li attende una grande giornata: 100 km tra le eccellenze che sono state inserite nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Prosecco Cycling ha il merito di proiettare Valdobbiadene su un palcoscenico mondiale. Un’altra giornata eccezionale”.
“Arriviamo da una vendemmia difficile a causa delle poche piogge, ma il prodotto è eccellente - ha aggiunto Franco Adami, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG -. Le nostre vigne sono state resilienti, proprio come devono esserlo i ciclisti. L’augurio è che la Prosecco Cycling sia l’occasione per coniugare il bello che gli appassionati vedranno sfilare oggi davanti ai loro occhi e il buono dei tanti prodotti offerti dalla nostra terra”.
Un’emozione sempre nuova anche per Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, accompagnato sulla linea di partenza dalla moglie Augusta: “Ventitré anni fa non ci credeva nessuno. Un giorno il sindaco di allora, Davì, mi ha presentato Massimo Stefani: ‘Stai ad ascoltare questo ragazzo, ha una grande idea’. La Prosecco Cycling è nata così. Complimenti a Massimo, il principale artefice di un evento che oggi pedala a livello mondiale. Io ci sono tutti gli anni e, appena taglio il traguardo, penso già all’appuntamento della stagione successiva”.
In bicicletta anche l’ex pro’ Daniele Bennati, già ct della Nazionale di ciclismo dopo una carriera agonistica di prim’ordine, con tappe vinte – da velocista – nei più grandi giri ciclistici internazionali: “E’ la mia prima volta alla Prosecco Cycling: ho scoperto un territorio fantastico, per molti versi simile a quello della mia Toscana, ed un evento unico, che offre sensazioni bellissime”. Al suo fianco, pronti a immergersi per la prima volta nella bellezza delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, anche i giapponesi Koji Takase e Miwa Kawasaki, vertici della Cycling Shimanami, e l’americano TJ Juskiewicz, direttore esecutivo del Tour de Tuscon.
Alle 8.30 in punto, esaurito il brindisi collettivo servito dagli studenti dell’istituto Cerletti, la partenza. Un’apoteosi. Nuvole di coriandoli verdi. Il tricolore disegnato in cielo dal biplano d’epoca della Jonathan Collection. Il “Nessun dorma” di Luciano Pavarotti, la colonna sonora che ogni anno accompagna le prime pedalate, già in salita, per lasciarsi alle spalle Piazza Marconi. Poi il classico “Volare”. E un “Sarà perché ti amo” che esprime alla perfezione la vicinanza a una terra tanto meravigliosa.
Ventotto nazioni rappresentate al via. Il mondo in una bici, appunto. Tutti insieme, ma senza fretta. Perché alla Prosecco Cycling, dove da tempo è favorita la partecipazione delle bici a pedalata assistita e i partecipanti non hanno neppure il numero appeso alla bici (“Solo il nome, perché da noi nessuno è un numero”, spiegano gli organizzatori), la lentezza è una virtù da apprezzare, non un punto di debolezza. Chiedere, per conferma, ai ciclisti che hanno goduto delle fermate gourmet di Refrontolo (tiramisù), San Pietro di Feletto (Prosecco e fasolari) e Col San Martino (pasta e fagioli). Pare che nessuno abbia tirato dritto. Anche perché con l’introduzione del “tempo minimo” per arrivare al traguardo – 3 ore e 20’, con “quick stop” a Col San Martino - chi pedalava troppo velocemente sarebbe stato passibile di squalifica.
Nel gruppo festa doppia per 12 atleti, nove uomini e tre donne: Filippo Dal Ben (Asd Texa - Junior), Matteo Lavina (Bike Team Fontanelle – Senior A), Gianluca Braghetto (NMD Cycling Team – Senior B), Andrea Benevieri (Sammardenchia – Veterani A), Fabio Oliveri (Bicistore Cycling Team Carcare – Veterani B), Sergio Gianola (Comola Bikaffe 36 – Gentleman A), Carmelo Cerruto (HR Team – Gentleman B), Gino Menchi (Pistoiese Team – Super Gentleman A), Carlo Tomasella (Gc Meschio – Super Gentleman B); Barbora Berka (Rep. Ceca – Women A), Elisa Benedet (Acsi Nazionale Roma – Women B) e Francesca Iachemet (Pedale Feltrino – Women C).
Sono loro i vincitori di categoria della particolare sfida basata sul tempo di percorrenza di tre salite cronometrate - via Busi, il Muro di Ca’ del Poggio e Collalto - che i partecipanti alla Prosecco Cycling hanno incontrato lungo i 100 km di un percorso spettacolare, con 1510 metri di dislivello, che ha toccato, direttamente o indirettamente, i 15 Comuni della DOCG.
Con il suo agonismo divertente e originale, Prosecco Cycling è anche l’esaltazione del perfetto spirito di squadra. I modenesi della Sportissimo si sono imposti nella speciale classifica a squadre che ha premiato la squadra capace di piazzare sul traguardo più atleti nell’arco di 30”: ben 48 i ciclisti arrivati in gruppo. Alle loro spalle, il Team Armistizio di Padova (39) e il Team Pinarello, guidato dal patron Fausto (36).
Una domenica indimenticabile anche per Bryan Taylor, 70 anni, arrivato da Perth, Australia, e premiato come ciclista proveniente da più lontano, e per i veneziani dell’MTB Mania, arrivati al traguardo con un suggestivo striscione dedicato alle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, a cui è stato assegnato il riconoscimento We2gether Team.
Poi festa grande per gli ultimi arrivati, Pietro Gorza e Patrizia Rech, cognati bellunesi (lui di Seren del Grappa, lei di Pedavena), arrivati al traguardo dopo poco più di 6 ore pedalando su un tandem d’epoca di Pinarello. In Piazza Marconi hanno trovato ad attenderli un grande brindisi e gli applausi del sindaco Fregonese e degli organizzatori. Perché alla Prosecco Cycling sono tutti davvero vincitori. E chi arriva ultimo, lo è anche un po’ di più.
“Grazie alla Prosecco Cycling le nostre colline sono ormai accreditate tra le principali destinazioni del cicloturismo mondiale. Un risultato di cui andare fieri e che è anche frutto della crescita del progetto ‘World Cycling Sustainable Events’ ora allargato a realtà che ogni anno portano a pedalare circa centomila appassionati in quattro continenti. Saranno loro gli ideali ambasciatori delle nostre iniziative in materie di mobilità sostenibile. Da organizzatori abbiamo avuto il merito di crederci sempre e oggi, grazie anche all’adozione di un format assolutamente originale ed esclusivo, la Prosecco Cycling vola”, ha commentato l’executive manager della Prosecco Cycling, Massimo Stefani. Sipario. E appuntamento al 2027 per un altro brindisi senza fine.