
Due prove in linea, due gare selettive e una giornata che consegna all’Italia solo piazzamenti ai Mondiali di Montréal. Nella prova Donne Under 23 Eleonora Ciabocco è la migliore delle azzurre con il 14° posto, mentre tra gli Juniores uomini Brandon Davide Fedrizzi e Patrik Pezzo Rosola chiudono entrambi nella top ten.
La slovacca Viktoria Chladoňová conquista il titolo mondiale U23, battendo allo sprint la canadese Isabella Holmgren; terza la belga Fleur Moors a 33”. La gara si decide nel finale, dopo che il gruppo delle migliori era rimasto compatto per gran parte della prova.
La migliore azzurra è Eleonora Ciabocco, 14ª a 2’05”, rimasta a lungo nel gruppo di testa ma che, quando la gara esplode, perde lentamente le ruote delle prime: “Speravo in un miracolo ma non si è realizzato. Il risultato è in linea con una stagione nella quale ho faticato. Oggi, come si alzava la velocità, entravo in affanno. Ho resistito quanto ho potuto ma nel momento decisivo ero già stanca."
Più indietro Gaia Segato, 28ª a 7’45”: “Pensavo di poter finire più avanti ma nel complesso sono soddisfatta della prestazione.” Giada Silo chiude invece al 37° posto, a 10’58” dalla vincitrice: “Ho bucato e cambiata la ruota sono stata per due giri al vento per recuperare. Quando stavo per rientrare ho raggiunto Eleonora che aveva un problema meccanico e mi sono messa a sua disposizione per rientrare il più velocemente possibile.”
Nella prova Juniores uomini il titolo va allo spagnolo Benjamin Noval, che fa la differenza nel finale e chiude in 3h23’35”, con 42” sul francese Simon Defrance e 2’12” sullo svedese Elias Wandel. Brandon Davide Fedrizzi è settimo, primo degli italiani, a 2’26”. Nella top ten anche Patrik Pezzo Rosola, decimo. I due azzurri hanno provato, nella fase calda della gara, a tenere il ritmo dello spagnolo, favorito della vigilia, ma sono mancate le forze nel momento decisivo.
Brandon Fedrizzi: "E' stata una gara dura, ho provato all'inizio e di anticipare l'azione decisiva. Pensavo di poter fare di più ma sono arrivato esausto all'arrivo, vuol dire che ho dato tutto e questo è quello che conta".
Patrik Pezzo Rosola: "Gara subito dura. Al quinto giro è partito Brendon e al quarto sono uscito io con Benjamin. Ho pagato il fuorigiri per stargli dietro e nel finale, quando la corsa è esplosa, ho sofferto."
Luca Gugnino chiude 25° a 2’49”, mentre Enrico Andrea Balliana è 56° a 9’40”. Più indietro Guido Viero, 83° a 17’42”. Il bilancio della prova juniores vede quindi due azzurri tra i primi dieci, con Fedrizzi e Pezzo Rosola protagonisti anche nelle fasi decisive della corsa.