
Con l'ennesima prestazione imperiosa, Tadej Pogačar ha vinto la sesta tappa del Tour de France, riconquistando la maglia gialla di leader della classifica generale. Il fuoriclasse della UAE Team Emirates-XRG ha firmato un'impresa solitaria d'altri tempi, iniziata sul leggendario Col du Tourmalet e culminata sul traguardo di Gavarnie-Gèdre. Per lo sloveno si tratta del 23° successo parziale alla Grande Boucle in sette partecipazioni, arrivato appena tre giorni dopo il trionfo a Les Angles.
Fin dalle prime battute della prima vera giornata di alta montagna, Pogačar ha voluto imporre la propria superiorità sui rivali diretti per il titolo. Mettendo i compagni di squadra a tirare fin dal chilometro zero, il capitano della UAE ha indurito la corsa consapevole che un ritmo infernale avrebbe stroncato la concorrenza. La strategia ha funzionato alla perfezione per il quattro volte vincitore del Tour, che ha usato il Tourmalet come rampa di lancio.
Dopo l'eccellente forcing di Brandon McNulty e Adam Yates, è toccato a Isaac del Toro (già vincitore della seconda tappa) accendere la miccia. Lo scatto fulmineo del messicano ha mandato in crisi Remco Evenepoel e Jonas Vingegaard. Rimasto solo con Del Toro, Pogačar ha salutato la compagnia a 43 chilometri dall'arrivo, involandosi in solitaria negli ultimi 4 km del Tourmalet.
Dopo una discesa coraggiosa condotta a tutta velocità, il ventisettenne ha iniziato l'ascesa finale di 18 chilometri con oltre un minuto di vantaggio, dilatando il gap fino a stampare un distacco di 2'38" su Vingegaard al traguardo. Ottima anche la prova di Del Toro, che ha chiuso terzo di giornata regolando il gruppo degli inseguitori e balzando al terzo posto in generale. Ora Pogačar guida il Tour con 2'42" su Vingegaard.
A fine gara, uno sbalorditivo Pogačar ha dichiarato: "Penso che questa vittoria entri nella top 5 delle mie tappe al Tour. Ho avuto i flashback del Tourmalet del 2023, dopo l'infortunio alla mano a Liegi; il finale è stato simile. È un successo incredibile, tra i miei preferiti. Già ieri sul bus l'entusiasmo era alle stelle. Stamattina mi sono svegliato alle 7 con la mente che viaggiava a mille, ero eccitatissimo. Sapevo che i ragazzi erano carichi e che sarebbe stata una grande giornata. Ci siamo impegnati senza nulla da perdere: se fossimo saltati in aria, pazienza. Ce l'abbiamo fatta e sono super orgoglioso di tutti oggi".