Dom09232018

Aggiornamento:09:45:39

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Tommaso Elettrico veste l'iride: a Varese è campione del mondo

 

 

È la maglia simbolo del ciclismo. Resa epica da Binda a Merckx passando per Coppi, Freire, Bettini e Sagan, è l’icona della semplicità che diventa leggenda. Un fondo bianco, cinque fasce colorate trasversali ed è subito mito. È un simbolo chiaro, inequivocabile. Significa una cosa sola: chi la indossa è il campione del mondo. Come Tommaso Elettrico, che ieri, a Varese, l’ha vestita per la prima volta nella sua lunga carriera.

Il corridore materano è campione del mondo. Tre parole, 16 caratteri, bastano per racchiudere tutti i significati, le implicazioni, ma anche i sacrifici e la tenacia che si celano nell’ambita maglia iridata.

Tommaso Elettrico ha tagliato con un urlo di gioia il traguardo di Varese, lì dove dieci anni fa Alessandro Ballan conquistava l’ultimo titolo mondiale tra i professionisti per il nostro Paese. E lo ha fatto indossando la divisa bianco-azzurra della nazionale italiana, una maglia conquistata dopo quella che senza mezzi termini può definirsi la stagione più bella e più completa di sempre.

Ha chiuso in 3h24’36”, precedendo due belgi dal nome pesante (2° Niel Merckx e 3° Rèmi Cara) ma soprattutto riuscendo a cavare un ragno dal buco. Ovvero dando il meglio di sé su un tracciato non propriamente idoneo alle sue caratteristiche: 130 km, “solo” 2000 metri di dislivello, non un percorso adatto al materano, perché prevedeva salite corte e dure. Dure, ma pur sempre corte. Solo il finale esplosivo poteva adattarsi ed è li che Elettrico si è giocato le carte giuste, portando la maglia azzurra targata CPS sino alla vittoria: «Ho vinto su un percorso non adatto alle mie caratteristiche, ma con un arrivo molto esplosivo. Non ci credevo sino alla fine, ma mi son detto: se mi portano sin lì, agli ultimi 2 km per salire su a Varese provo il tutto per tutto – ha raccontato il neo campione del mondo spiegando una tattica tanto cristallina quanto azzardata - E così è stato, siamo arrivati in 20 sotto l’ultima salita, ho azzardato una stoccata, sono rimasto subito da solo e sono arrivato con 5 secondi di vantaggio su 10 inseguitori».

Il Principe delle gran fondo ha ricevuto l’incoronazione più bella, la più completo. Per un anno vestirà, in ogni corsa, il simbolo del primato mondiale nella prima fascia master, ovvero quella compresa tra i 19 e i 34 anni, la più combattiva di sempre nel settore granfondistico.

«Vincere questa corsa, vestire questa maglia è una sensazione troppo bella – ha dichiarato commosso il neo campione del mondo dopo averla ricevuta dalle mani del vice presidente UCI Renato di Rocco - Il coronamento di tutti i sacrifici fatti sino ad oggi. Solo la costanza dà queste belle soddisfazioni. Con questa maglia credo di aver chiuso un cerchio iniziato con le strade Bianche ad inizio stagione».