Mer06262019

Aggiornamento:10:09:22

Al Bosco di Bitonto si è riaccesa la passione Iron Bike

 

 

Letteralmente Buono il rientro. Nel senso che a Mariotto l’Iron Bike è tornata dopo tre lunghi mesi di stop utili a ricaricare le batterie, ma che anche e soprattutto ha fatto capolino un volto noto della Mountain Bike nazionale. Vito Buono, il corridore materano attualmente in forze al team CMQ Carbon Hubo, dopo moltissimo tempo è tornato a calcare i panorami pugliesi dove la sua carriera ha avuto inizio e lo ha fatto in grande stile, vincendo la Mediofondo Bosco di Bitonto. Su un percorso particolarmente adatto alle sue caratteristiche, specialmente per la distanza di gara (50 km), Buono ha aperto il gas sin da subito in compagnia del compagno di squadra Francesco Favale e si è aggiudicato la gara organizzata dal team Oroverde Bitonto sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana, mettendosi alle spalle circa 300 atleti.

50 km nel cuore della Murgia Bitontina, sotto l’ombra severa dell’ex base dei missili Juppiter. Dei quali i corridori hanno cercato di imitare lo spunto al decollo, visto che sono letteralmente schizzati via dal Park Hotel Elizabeth, sede della partenza per fiondarsi sul pietroso percorso murgiano.

La festa messa in piedi dal team Oroverde Bitonto ha mostrato le capacità organizzative dei bitontini, che non si sono limitati all’aspetto agonistico, ma hanno creato un vero e proprio evento collettivo, a partire dal pacco gara allestito da Casa Milo per concludere con il ricco pasta party e la birra fresca, toccasana dopo una giornata nella polvere murgiana.

Chissà che non sia stata la garanzia del fresco nettare del malto all’arrivo a mettere le ali ai piedi dei biker, che hanno coperto il tracciato a una media elevata. Alle spalle di Vito Buono, infatti, si è scatenata una bagarre che ha reso la gara incerta sino all’ultimo, tant’è che le posizioni di rincalzo sono state decise da un lunghissimo sprint sul rettilineo finale in salita, in parte brecciato e in parte in asfalto. A vincere la volata l’under Francesco Favale, mentre Luigi Maria di Cosola (team Eurobike) ha preceduto il compagno di squadra e leader della generale Giuseppe Belgiovine. Dal 2° al 7° solo 3 secondi hanno raccolto il gruppo di atleti “terresti”, giunto a 4’30” dal professionista Buono. Antonello Spinelli (Amicinbici Gravina) ha fatto piazza pulita tra gli escursionisti, mentre la classifica femminile è andata ad appannaggio di Zeila Ruggiero (Nardelli Sport Total Bike), autrice di un intenso duello a distanza con Patrizia Tropiano (UC Rionero il Velocifero).

 



POLVERE, MUSCOLI E VELOCITÀ – Tre parole sono sufficienti per inquadrare al meglio il percorso della Mediofondo Bosco di Bitonto, caratterizzata da un generoso sole settembrino e dal terreno tipicamente secco e polveroso come la Murgia sul tramontare dell’estate. I biker hanno attraversato tre diverse aree boschive: Il bosco del Ceraso, il bosco di Pietre Tagliate ed il Bosco di Bitonto, all’interno del quale l’organizzazione aveva predisposto un toboga tecnico per gli atleti, una vera e propria sorpresa non prevista sul percorso ufficiale diffuso nei giorni precedenti, che con le sue salite ripide e le tortuose discese velocissime, passaggi sulle rocce e curve cieche ha aggiunto una consistente carica di adrenalina alla gara.

Tra la partenza e l’arrivo, collocati presso Il Park Hotel Elizabeth poco fuori Mariotto, sede di tutte le operazioni logistiche, i biker hanno superato 1000 metri di dislivello spalmati in 50 km, superando uno dopo l’altro i brevi ma intensi strappi che rendono caratteristico il profilo della Mediofondo Bosco di Bitonto, richiedendo una grande forza muscolare e buone doti di resistenza agli sforzi ripetuti.

LA CRONOSCALATA – Va sicuramente più veloce dei cinghiali, che per quanto agili e scattanti, non riuscirebbero a tenergli testa sulla salita che porta il loro nome. Vito Buono ha conquistato anche il GPM, strutturato in formato cronoscalata sull’erta più impegnativa del percorso nota appunto come “Salita de cinghiali” per via dei suini selvatici che ne popolano il bosco. Il materano del team Carbon Hubo ha coperto i 1100 metri della salita, resa impegnativa dal fondo instabile e sdrucciolevole, in 2’25”. Nettamente staccato il secondo, Gianfranco Bongermino, che ha impiegato 29 secondi in più, precedendo di un soffio tutti i migliori della classifica generale dell’Iron Bike racchiusi nel giro di due secondi.