Dom05312020

Aggiornamento:10:36:22

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Addio a Peppino Di Lallo, il ciclismo a Paglieta perde uno dei capitani

 

 

Paglieta ha perso un altro dei dirigenti che negli Anni sessanta hanno dato impulso al ciclismo e per conseguenza allo sport. Paglieta nel ciclismo vuol dire Tirreno-Adriatico. Dieci arrivi di tappa per un paese di neppure cinquemila anime sono tanti. Qui hanno vinto tra gli altri Roger De Vlaeminck (1977), Franco Bitossi (1978), Vittorio Algeri (1979), tre volte Moreno Argentin (1983, 1987, 1992), lo svizzero Erich Mächler (1988), due volte Paolo Bettini (1999, 2004), Oscar Freire (2006). Peppino è stato un dirigente storico del ciclismo a Paglieta prima nella S.S. Mario Turdò e poi nella Enzo. Sono opera sua, nei primi anni 60, le prime altimetrie e planimetrie del circuito per iscrivere nel calendario della FCI la corsa internazionale per dilettanti. È stato il segretario e tesoriere della società, perché gli altri dirigenti (il presidente Giose, Ciccillo, Osea, Paride, Pasquale, Enzo) avevano trovato in lui una persona affidabile e scrupolosa. Ha avuto un ruolo importante anche nei rapporti con Franco Mealli, colui che fece entrare Paglieta nel grande ciclismo con le corse dei professionisti. Tante trattative furono condotte – e concluse con soddisfazione – davanti alla famosa “pasta alla mugnaia”: prima fatta da Amerigo Iacobucci nel deposito di attrezzi di Pasquale Nelli oggi sacrestia (grazie a Nino De Ritis per l’informazione) e poi, proprio in virtù del cognome, Peppino convinse il fratello Nicolino a fare la pasta e il Mulino Di Lallo divenne sede conviviale anche quando la Tirreno-Adriatico passò sotto l’organizzazione della Gazzetta dello Sport. Peppino all’anagrafe era Giuseppe, per tutti noi che lo conoscevamo da una vita era Peppino Di Lallo. E’ morto improvvisamente la mattina del 2 aprile lasciandoci sbigottiti. Tra i tanti aspetti tristi che un lutto porta con sé, per Peppino quello più triste di tutti è che il decreto per il contenimento del Coronavirus ci ha impedito di salutarlo come avrebbe meritato. Ciao Peppino, ti porteremo sempre nei nostri cuori.

Nando Aruffo (Gare in Rete)