Back Strada Il nostro impegno per il Liberazione: un 25 aprile senza la storica corsa per la prima volta dal 1946

Il nostro impegno per il Liberazione: un 25 aprile senza la storica corsa per la prima volta dal 1946

 

 

Un 25 aprile diverso. Viale delle Terme di Caracalla stamani non era il solito viale preso d'assalto dai corridori Under 23: dopo 73 ininterrotte edizioni il Gran Premio della Liberazione ha subito uno stop.

Eppure noi irriducibili del Velo Club Primavera Ciclistica, società organizzatrice del Gran Premio della Liberazione, abbiamo voluto ugualmente esserci sul vialone d'arrivo.

Niente transenne, niente banda dei Vigili del Comune di Roma a dare il via alla corsa: strada aperta al traffico, qualche auto ministeriale con scorta al seguito, tanti stranieri impegnati a visitare la città a bordo di biciclette: questa, sì, è stata una vera sorpresa.

Così come siamo rimasti sorpresi dalla presenza di qualche appassionato giunto appositamente per assistere alla corsa che ha chiesto: Come, non si corre? E perché?

Il perché è noto: la solitudine di noi organizzatori che, detto per inciso, organizzatori di professione non siamo. Non è retorica affermare che i primi a dolersi di questa interruzione siamo noi.

Però, la stessa presenza di un gruppo di appassionati che si meraviglia per questo stop - il primo dal 1946 – ci spinge a rimboccarci le maniche.

Il presidente del Velo Club Primavera Ciclistica Andrea Novelli, spiega: "Le persone che abbiamo incontrato ci impegnano a darci da fare per organizzare il Gran Premio della Liberazione dell'anno prossimo. Speriamo di trovare accanto a noi, in questo nostro impegno, la Federazione Ciclistica Italiana. il Governo e gli Enti locali."

(nella foto, libera da diritti, il presidente del Velo Club Primavera Ciclistica Andrea Novelli sullo storico viale dove arriva il Gran Premio della Liberazione)