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Aggiornamento:07:03:35

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Oltre 2500 biciclette nel Registro delle Biciclette Eroiche

 

 

Il Registro delle Biciclette Eroiche è stata una delle iniziative collaterali di maggior successo dell’ultima edizione de L’Eroica. Introdotto anni fa, il Registro ha lo scopo di raccogliere immagini, notizie e dati finalizzati alla creazione di un catalogo di veri e gioielli storici a pedali. Si parte dalle biciclette del primo Novecento fino al 1987, data limite individuata da L’Eroica quale inizio della veloce modernizzazione delle biciclette.

A guidarci nel mondo del Registro delle Biciclette Eroiche è Giovanni Nencini che da quest’anno presiede la Commissione responsabile di questa specifica attività. Oltre ad essere un profondo conoscitore del mezzo tecnico Giovanni conosce bene il mondo del ciclismo eroico e la sua storia. Suo papà Gastone vinse il Giro d’Italia (1957) e il Tour de France (1960) oltre a tantissime altre corse importanti. Giovanni Nencini è anche scrittore. Nato a Firenze pochi mesi dopo la vittoria di suo padre al Tour, Giovanni ha pubblicato “Sulla cresta dell’onda” nel 2020 e pochi giorni fa il romanzo noir “Il Lorenese” a cura di Syel Edizioni.

Giovanni, da dove viene la sua passione per la scrittura?«La mia passione per la scrittura viene dai libri. Ho sempre letto molto. Libri di tutti i generi, dai saggi storici ai gialli, ed a un certo punto mi è venuto naturale provare a scrivere qualcosa di mio. L’occasione è stata l’anniversario nel 2020 dei sessanta anni dalla vittoria di mio padre al Tour de France del 1960. Ho scritto un romanzo su quella fantastica impresa, raccontando anche della storia d’amore tra mio padre e mia madre. La passione per la storia della mia terra, della Toscana, di Firenze e del Mugello, mi ha poi spinto a scrivere un romanzo storico, un noir che si snoda tra la Firenze del 1700 e il Mugello. Un periodo poco conosciuto della nostra storia».

 

I due libri pubblicati finora sono in qualche modo legati fra loro?

«I due libri non sono legati tra loro. Uno è una storia di ciclismo e amore, l’altro è un romanzo storico ambientato in un’epoca lontana, sebbene, pensandoci bene un legame c’è: il mio amore per Firenze ed il Mugello».

 

Bene, torniamo però a L’Eroica e al Registro delle biciclette eroiche. Come è andata a Gaiole in Chianti quest’anno?

«Devo dire che è stato un successo. Abbiamo avuto presso la sede del Registro un afflusso continuo di persone che volevano registrare la propria bici. Tra l’altro quest’anno abbiamo fatto un grosso lavoro, dal punto di vista informatico, per facilitare la domanda d’iscrizione e per rendere più piacevole l’esperienza della registrazione. Sono stati tre giorni entusiasmanti».

 

Quante sono le biciclette già censite nel Registro?

«Le biciclette censite nel Registro bici Eroiche sono più di 2500 e costituiscono un archivio digitale importante che appassionati e collezionisti possono consultare. Con una certa sicurezza posso affermare che nell’archivio sono presenti quasi tutte le marche, dalle più famose a quelle di artigiani locali e di limitata produzione. Anche il prossimo anno sarà possibile registrare le biciclette, a partire da Eroica Montalcino e, naturalmente, in occasione de L’Eroica a Gaiole in Chianti».

 

Tutti possono iscrivere la propria bicicletta o è assolutamente necessario partecipare a L’Eroica?

«Tutti possono iscrivere la propria bici, indipendentemente dalla partecipazione a L’Eroica. Lo scopo del Registro è promuovere la cultura della bicicletta e del ciclismo».

A suo giudizio qual è la bicicletta (o le biciclette) più belle tra tutte quelle registrate?

«Sono state tante. Ma la Bianchi Folgore che ha vinto poi anche il Concorso di Eleganza era sicuramente degna di nota. Perfetta in ogni particolare e dotata tra l’atro di una precisa documentazione storica. Un’atra bicicletta che mi ha colpito è stata una Marnati degli anni ’50 costruita da Umberto Marnati. Un esempio eccellente della qualità dei nostri telaisti, famosi in tutto il mondo».

Ci parli un po’ della Commissione che presiede: chi sono gli altri esperti che collaborano con lei?

«Il nostro è un team molto affiatato, composto da esperti appassionati per bici di ogni epoca. E sono i componenti del Pedale Vintage di Firenze: Andrea Martini, Marco Vicarelli, Fabio Grifoni, Giuseppe Ursi, Marco Pasquini e Alberto Paccagnella. Quest’anno ci ha dato una mano anche Sergio Guerrini, un vecchio e famoso meccanico fiorentino».

 

Il prossimo anno da Firenze prenderà il via il Tour de France. La prima tappa sarà dedicata a Gino Bartali e a suo papà, Gastone. Felice di questa specialissima dedica da parte dell’evento più importante al mondo?

«Non solo felice, ma anche orgoglioso che il Tour abbia deciso, partendo da Firenze, di onorare, insieme a Gino Bartali anche mio padre. Per la mia famiglia è motivo di grande soddisfazione. Tra l’altro in Francia mio padre è stato molto amato ed è ancora molto ricordato. La presentazione del Tour che ha fatto Christian Prudhomme, mostrando i filmati della vittoria del babbo al Tour, è stata da brividi».

 

Sta studiando qualche iniziativa particolare insieme ai familiari di Gino Bartali?

«Le iniziative saranno molte. Alcune sono in già in atto come la presentazione del Trofeo del Tour ospitato dai comuni che la corsa attraverserà. In queste occasioni parleremo di Gino Bartali e di Gastone Nencini, ripercorrendo le loro imprese alla Grand Boucle. A queste sicuramente ne seguiranno altre. La partenza da Firenze sarà una grande festa a cui come famiglie cercheremo di dare il nostro contributo».