Mer11132019

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Frattura collo del femore: come si interviene

Come definiamo la frattura del collo del femore?

Due sono le fratture che possono interessare il   "collo del femore": la  frattura vera e prorpia del collo del femore e la frattura  pertrocanterica.  Una frattura a livello del collo femorale (visibile clinicamente   in quanto si associa ad un accorciamento ed extrarotazione dell'arto  inferiore) può comportare una necrosi della testa del femore (scioglimento della testa).

Qual è la causa della  frattura del femore?

La frattura del collo del femore è spesso causata  da cadute banali. Nei pazienti più giovani ci vuole un traumatismo ad alta energia. Nel paziente più anziano è più frequente anche con traumi di minor entità a causa dell’osteoporosi che indebolisce l’osso.  La regione collo del femore è la più esposta alle fratture anche  a causa della sua conformazione anatomica.

Quali sono i sintomi della frattura del femore

Il paziente caduto a terra non riesce a rialzarsi e accusa un forte dolore all’inguine, diffuso verso il ginocchio e lungo la parte anteriore della coscia. In molti casi è possibile supporre la presenza della frattura semplicemente osservando la posizione della gamba colpita: essa si presenta girata verso l’esterno, in modo che il piede tende a toccare il terreno con il suo margine esterno. La gamba inoltre, appare spesso leggermente più corta di quella sana. In questa situazione è opportuno evitare di muovere il paziente prima dell’arrivo degli addetti al soccorso.

Come si fa la diagnosi per la frattura del collo del femore?

Il medico del pronto soccorso controllerà l’anamnesi e il meccanismo lesivo per capire se il sospetto di frattura è fondato. Se i sintomi corrispondono, la diagnosi  della frattura verrà confermata  con l’esame radiografico, che permette di individuare l’esatta sede della frattura. Si parlerà di frattura del collo femorale quando la frattura interessa la porzione ossea tra la testa femorale e la zona trocanterica. Invece la frattura pertrocanterica interessa la parte prossimale del femore.

La prevenzione esiste?

Poiché le fratture del collo del femore sono quasi sempre causate da cadute o incidenti, non si può far molto per prevenirle.

Come viene trattata una frattura del collo del femore?

La cura di queste fratture consiste, nella maggior parte dei casi in intervento chirurgico. L’intervento chirurgico consiste nell’unione dei frammenti ossei  o nella sostituzione dell’intera articolazione. Il trattamento chirurgico è diverso a seconda della   frattura e del paziente: negli anziani si propone una endoprotesi o una protesi totale d'anca (con rimozione della testa), nei pazienti più giovani   si cerca di conservare la testa e fissare la frattura mediante osteosintesi . Una frattura pertrocanterica viene trattata  attraverso un'osteosintesi  ( fissazione della frattura con vite o placca e vite).  Lo scopo della  chirurgia è verticalizzare quanto prima il paziente  per potergli permettere di reintegrare il più in fretta possibile la vita precedente.

Quali sono gli obiettivi della riabilitazione dopo  una frattura del femore?

Lo scopo principale della riabilitazione è mettere il paziente in piedi e farlo muovere il prima possibile per portarlo ad un livello funzionale pari a quello precedente al trauma.

Gli obiettivi della riabilitazione dovranno essere

-          Riduzione del dolore post-operatorio

-          Recupero del ROM funzionale dell’anca

-          Recupero della forza muscolare dell’arto operato e degli altri segmenti coinvolti

-          Recupero dell’equilibrio

-          Correzioni delle deviazioni del cammino

-          Ritorno ad un livello di funzionalità completo

Dopo la frattura del femore si ritorna all’attività sportiva agonistica?

E’ possibile, l’importante è non affrettare i tempi di recupero e di eseguire una corretta riabilitazione con il recupero totale della mobilità passiva ed attiva, il recupero del tono muscolare e della forza dell’arto inferiore traumatizzato per poi  iniziare gradualmente la ripresa del gesto motorio specifico.

Quindi per coloro che devono riprendere la bicicletta è consigliabile un inizio  graduale  con delle sedute sui rulli per riprendere confidenza con la pedalata e per non subire le sollecitazioni provenienti dalla bicicletta su strada, successivamente si passerà  a brevi uscite su strada per arrivare, progressivamente, ad uscite prolungate.

Un esempio eclatante di ripresa dell’attività sportiva agonistica dopo questo tipo di frattura è il caso di Alexandre Vinokourov che pur essendosi rotto il femore al “Tour de France” dello scorso anno, quest’anno ha ripreso l’attività a livello professionistico.

 

Fonte: Fisioradi http://www.fisioradi.it/