Mer08122020

Aggiornamento:09:34:27

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Michela Gorini dopo uno stop lungo quattordici anni è tornata una delle regine femminili delle due ruote

Senigallia  – Ciclista mattiniera la toscana di Arezzo Michela Gorini in forza del Team Fausto Coppi Fermignano. Sveglia alle 4.00 e più di due ore di guida insieme al padre di 80 anni, da 31 anni suo grande tifoso. Pronta alla griglia di partenza con grande entusiasmo e affatto assonnata, dà prova di una gara strepitosa con i suoi quasi 37 di media orari lungo un percorso di 100 km e più di 1000 metri di dislivello. Cinquantaquattresima assoluta su 350 ciclofili arrivati ed indiscusso primato di settore tra le valchirie Martina Scoppa (ASD GS Esercito) e Arianna Frasinetti (Bici Mania la base Terni). Salita sul gradino più alto del podio e dopo la cerimonia di premiazione, si racconta sul “valore di una vittoria al femminile”.

Quali le sensazioni di gara dopo il tuo ultimo successo stagionale, naturalmente soltanto in ordine di tempo?

Il percorso si addice alle mie caratteristiche di passista veloce, sebbene riesca a difendermi bene anche in salita, per cui il risultato ottenuto oggi è a conferma di una buona condizione atletica. Ho deciso di partecipare a questa manifestazione appena ieri sera e francamente dopo il successo sperato e conquistato con grande impegno e fatica alla Nove Colli, ho attraversato una settimana di rilassamento mentale che oggi non ha dato impressione di esserci “con la testa” alla partenza di questa importante manifestazione federale”.

Meravigliata della tua performance di giornata?

Decisamente si, appena la bandierina a scacchi è stata abbassata è salita in me l'adrenalina di gara che adoro e ogni volta mi riporta alle prime competizioni giovanili”.

Ciclista esperta e dal ricco palmarès quindi...

La passione per le due ruote è iniziata ad 8 anni. Ho pedalato attraversando tutte le categorie giovanili fino a confermarmi tra le Donne Elite negli anni '90 '91 e '92. Il primo anno in forza della “Ortofrutta Cernunschese (Milano) per poi fermarmi nei due successivi alla “Fanini Arte Sprint” di Lucca. In squadra non avevo caratteristiche di scalatrice od altro, ma riuscivo a difendermi bene in tutti i percorsi tanto da vincere il 22 Marzo del '92 “Gli Internazionali di Varese”.

Fermarmi…. e lo dici come se avessi ricevuto una battuta di arresto inaspettata

Appena dieci giorni prima delle “Olimpiadi di Barcellona” (avrei partecipato come riserva) e durante la gara in linea svoltasi ad Udine ero all'inseguimento della prima donna lungo una discesa tecnica, quando la motostaffetta avanti ha urtato un'auto parcheggiata sulla destra. Osservavo il contachilometri che segnava più di 70 di media orari e impossibilitata a frenare dovevo decidere se urtare la macchina o finire nel profondo fossato vicino. Bè ho cercato di compiere una piccola impresa saltando la motostaffetta a terra, ma qualcosa è andato storto e incagliatosi il pedale alla moto sono caduta rovinosamente in avanti sull'asfalto”.

Quali sono state le conseguenze che hai riportato se hai voglia di raccontarle?

Perdita della sensibilità al gomito sinistro per lesione dei legamenti, ma questo è niente rispetto ai danni subiti alla cartilagine del ginocchio destro a cui sono seguiti cinque interventi con trapianto sperimentale di cartilagine a Lucca ad opera del Prof. e Dott. Enrico Castellani a cui và tuttora la mia gratitudine. Ho trascorso una battuta di arresto in completa assenza della bici durata 14 anni, gli anni necessari alla riabilitazione”.

Tuttavia ti rivediamo in sella ed ancora vincente, qual'è stato l'anno del tuo ritorno?

“Ho ripreso nel gennaio del 2006 con semplicissime passeggiate in bici, ma il 10 Aprile non potrò mai dimenticare il ritrovo di quelle sensazioni in griglia provate alla granfondo “Umbria Verde” svoltasi a Ponte Valle Ceppi (PG). E' stato il giorno più bello, non dimenticherò mai quanto io mi sia sentita fortunata a riscoprirmi ancora in sella. A quella gara è seguita subito la vittoria ottenuta il 1° Maggio dello stesso anno a Ponte San Giovanni (PG) per poi conquistare il podio più prestigioso alla “granfondo della Franciacorta” (Brescia)”.

Quindi qual'è per te il “VALORE DI UNA VITTORIA AL FEMMINILE”!

Ho 39 anni e sento che le mie vittorie valgono doppio perchè una donna anche nel solo esserci sui pedali ci mette anima, cuore e testa e perchè porta con se sempre qualcosa da mettere in equilibrio specie nella vita privata e che deve saper gestire con maestria per godere a piedo di una sana e divertente domenica di ciclismo. Sia pure mi senta mortificata dalla scarsa importanza che si dà al podio femminile, specie in sede di premiazione, non ho nessuna voglia di “girarmi indietro” con rammarico e il rimorso di ciò che avrei potuto fare come ciclista professionista bensì mi sento fortunata ogni domenica a fare quello che più mi piace e sempre con il sorriso poiché la rabbia mi delude quasi quanto la scarsa considerazione che hanno le cicliste donne. Una dedica particolare oggi và ai miei due figli, un ometto di 15 anni e una di 12, a mio padre mio instancabile tifoso e a tutto il Team della Fausto Coppi Fermignano dove ho trovato non solo una squadra ma soprattutto amici”.

 

 

 

Servizio a cura di Ines Macchiarola